Lo stadio Sinigaglia è contestualizzato nel Quartiere Razionalista di Como, un esempio unico di architettura moderna degli anni ’30 del Novecento. La zona è caratterizzata da una serie di edifici progettati da noti architetti dell’epoca.
Al centro di tutto c’è lo stadio Sinigaglia, inaugurato nel 1927. Anche se i cambiamenti subiti in un secolo sono stati molti, il suo stile rimane legato al Razionalismo, che puntava su edifici lineari, funzionali e senza troppe decorazioni.
Alle spalle della tribuna centrale si trova il Palazzo Novocomum. Progettato dall’architetto Giuseppe Terragni, l’edificio fu costruito tra il 1928 e il 1929 ed è considerato uno degli esempi più significativi di architettura razionalista in Italia. Davanti al Novocomum – che per la sua forma particolare è soprannominato “transatlantico” – non è difficile trovare studenti di architettura che lo studiano da vicino. Non a caso l’edificio comasco è sempre stato considerato un esempio ed è stato preso come riferimento per costruzioni in altre città italiane.
Negli anni 20’ la scelta fu di valorizzare la zona della foce del Cosia, che non era mai stata edificata per lo stato paludoso causato dagli straripamenti del torrente e dalle esondazioni del Lago. Quindi oltre allo stadio e al Novocomum trovarono spazio le sedi di società sportive e il Monumento ai Caduti.
Una città che cambiava dunque, con la collocazione sulle rive del Lario delle sedi degli sport legati al lago, con la Canottieri e l’edificio che fin dagli anni ‘30 ha ospitato Mila (motonautica) e Circolo della Vela, poi fusi nell’attuale Yacht Club. Anche questi edifici sono caratterizzati da una struttura semplice e funzionale, con linee pulite e moderne.
C’è poi il Monumento ai Caduti, un simbolo della città di Como, ispirato ad un disegno di Antonio Sant’Elia: è una torre di 33 metri di altezza. La sua inaugurazione nel novembre del 1933. All’interno si trova un sacrario con incisi i nomi dei 650 caduti comaschi della Prima Guerra Mondiale. Sulla facciata frontale c’è una frase che recita “La città esalta con le pietre del Carso la gloria dei suoi figli 1915-1918” ; sulla facciata a lago è scritto “Stanotte si dorme a Trieste o in paradiso con gli eroi”. I tempi non sono evidentemente cambiati: anche 100 anni non mancarono polemiche e contrasti fra architetti che non riuscivano a trovare un accordo sul tipo di progetto, con interventi e correzioni a cantiere già aperto.
Nel Quartiere Razionalista di Como non va poi dimenticata Casa Giuliani-Frigerio, pure un esempio di architettura dell’epoca. Progettata dall’architetto Giuseppe Terragni, la casa fu costruita nel 1930 ed è caratterizzata da una struttura in cemento armato e da una facciata con linee geometriche e decorative. La casa Giuliani-Frigerio è stato l’ultimo progetto dell’architetto Terragni.
A Como portano la sua firma anche la Casa del Fascio, attuale sede del comando provinciale della Guardia di Finanza, l’Albergo Posta, Casa Pedraglio e l’Asilo Sant’Elia.
